Signa Arretii

L’Associazione SIGNA ARRETII (“Insegne di Arezzo“) viene costituita, dopo un percorso di crescita durato più di 10 anni, nel 2007 e raccoglie al proprio interno le figure di Valletti, Vessilliferi e dei Fanti del Comune, che rappresentano la città di Arezzo anche al di fuori della Giostra del Saracino portando, sia in Italia che all’estero, il motto UBI NOS ARRETIUM EST (dove siamo noi è Arezzo).

l motto della Rappresentativa Comunale non segue volutamente la forma latina piu corretta in quanto, in quel periodo storico, si presume che il latino avesse perso la sua dizione corretta.

L’Associazione fa storicamente riferimento allo Statuto di Arezzo del 1327 dove vengono menzionati i Fanti come compagine di controllo della città e delle sue vicinanze, anche con ruoli di supporto all’attività dei funzionari istituzionali della città (i balitori).

I simboli dell’associazione sono il cavallo inalberato, lo stemma del comune e lo stemma del popolo. Inoltre è custode anche delle insegne di parte Ghibellina e Guelfa.

Eventi

Le figure dell'associazione

Componenti

Sergente

È una Autorità della Giostra, al pari del Maestro di Campo, del suo Vice, dell’Araldo, del Cancelliere e del Coordinatore di Regia

Fanti del Comune

Compagine neutrale composta di 12 elementi, armati di scudo e lancia, agli ordini del Sergente

Valletti

Sono i custodi del Trofeo della Giostra, la Lancia d’Oro, che durante la manifestazione hanno il compito di portare in Corteo e in Piazza Grande.

Vessilliferi

Recano in Giostra i vessilli con gli antichi stemmi aretini

VUOI ONORARTI DI INDOSSARE IL SIMBOLO DELLA TUA CITTA'

Storia di Arezzo

Basterebbe Arezzo alla Gloria d’Italia
(Carducci)

Con il progetto “Storia di Arezzo” l’associazione Signa Arretii vuole dare il proprio contributo alla divulgazione e conoscenza dei fatti, luoghi, persone ed eventi di Arezzo. Questo perché pensiamo che solo con la conoscenza dei fatti relativi alla nostra città, e quindi con la consapevolezza delle proprie radici, sia possibile apprezzare appieno i suoi valori.

DI FRANCO SACCHETTI NOVELLA CLXI Sempre fu che tra dipintori si sono trovati di nuovi uomini e fra gli altri secondochè ho udito fu uno dipintore fiorentino il quale ebbe nome Bonamico che per soprannome fu chiamato Buffalmacco e fu al tempo di Giotto e fu grandissimo maestro Costui per essere buono artista della sua arte fu chiamato dal vescovo Guido d'Arezzo a dipignere una sua cappella quando il detto vescovo era signore d'Arezzo. [...] E per ristorare il detto vescovo, Bonamico l’ebbe da parte, pregandolo gli dovesse fare nel suo palagio una aguglia, che paresse viva, che fosse addosso a un leone, e avesselo morto. Al quale Bonamico disse: Messer lo vescovo, io il farò, ma me è conviene cheLeggi Tutto